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Milano, 25 Novembre 2009

Comunicato stampa congiunto

 

La parità continua ad attendere

Ci troviamo in un periodo di grave emergenza educativa, che in realtà è una vera e propria crisi dell’umano, e tutta la società è chiamata ad attivarsi affinché le giovani generazioni possano riscoprire il gusto e la bellezza dello studio, formandosi per dare il proprio contributo al bene comune. In questa fase così delicata, le scuole paritarie rappresentano un importante e concretissimo esempio di applicazione dell’autonomia scolastica, di innovazione didattico-educativa e di razionalizzazione delle risorse economiche, che va a beneficio di tutti.
E’ noto infatti che il risparmio che esse garantiscono annualmente allo Stato è ingente, pari a circa 6 miliardi di euro; la chiusura di ogni scuola paritaria rappresenta pertanto, sotto molteplici profili, un danno per tutta la società.

L’attuale Governo – come è stato ribadito a più riprese dagli stessi esponenti della maggioranza - ha attribuito grande importanza alla libertà di educazione e alla parità scolastica sin dalla formulazione delle priorità di programma. Dobbiamo tuttavia constatare che non solo alle intenzioni non hanno fatto seguito atti coerenti, ma addirittura si realizzano scelte legislative che costringono le scuole paritarie a decisioni sempre più faticose, quando non, addirittura, alla chiusura. Ciò significa, per migliaia di famiglie, la rinuncia alla libertà di scelta educativa, connessa al diritto/dovere di istruire e educare i propri figli; un bene prezioso che invece, come da dettato costituzionale, dovrebbe essere garantito.

Durante il dibattito svoltosi in Senato sulla Legge Finanziaria, non sono stati ripristinati- come speravamo- i fondi tagliati alle scuole non statali. Ora ci aspetta il passaggio alla Camera; se anche in questa occasione non si giungerà alla soluzione attesa, poi non si potrà più fare nulla, poiché la Legge tornerà in Senato “blindata”. Non possiamo e non dobbiamo permettercelo.
Per questo ci appelliamo nuovamente ai diversi ordini del giorno approvati durante i mesi scorsi, affinché non solo sia garantita la certezza dei finanziamenti e dei tempi di erogazione delle risorse per le scuole paritarie, ma anche (parole testuali di quello approvato nella seduta del 6 maggio ’09) si proceda a “realizzare tali condizioni incrementando significativamente, fin dal disegno di Legge Finanziaria per il 2010, le risorse destinate al sistema paritario, elevandole almeno a 600 milioni di euro, con un aumento del 10 per cento rispetto al 2008”.

Chiediamo quindi che il contributo tagliato, pari a 135 milioni di euro, sia ripristinato nella misura di non meno di 150 milioni di euro, per dare seguito coerentemente alle promesse e agli impegni formalmente assunti dal Governo. Esistono oggi le condizioni perché tale decisione sia sostenuta da uno schieramento più ampio dell’attuale maggioranza, ed anche perché si proceda nella direzione di una semplificazione del sistema di finanziamento (oggi farraginoso e quindi dispendioso per l’amministrazione), magari attribuendolo  direttamente alle famiglie.
Continuare a procedere nella direzione opposta significherebbe alimentare l’impressione che il Governo non abbia l’ intenzione – o la forza - di realizzare le promesse elettorali fatte sul tema dell’educazione; promesse per le quali tantissimi cittadini hanno impegnato il proprio voto, e che dunque si sentirebbero traditi.
La parità non può più attendere.

 
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