Comunicato Fidae n. 12/10
ChiSinAu, 10. Più di 15.000 persone hanno manifestato sabato scorso nelle vie della capitale della Moldova, Chisinau, chiedendo che la religione torni a essere inserita nei curricula didattici delle scuole. Con vari slogan i manifestanti hanno voluto sottolineare che la religione ha un ruolo chiave nell'identità della nazione. La manifestazione, caratterizzata dall'ampia partecipazione, è stata la più grande dal 2009, quando, a seguito delle elezioni politiche, migliaia di oppositori invasero le strade e il Parlamento dopo la vittoria del partito comunista.
Alla voce dei manifestanti si è unita quella del metropolita ortodosso di Chisinau e della Moldova, Vladimir (Nicolae Cantarian): "Vogliamo che la religione torni a essere insegnata nelle scuole, dopo che era stata esclusa dal regime sovietico". Già Repubblica federata dell'ex Unione Sovietica (Urss), la Moldova è diventata indipendente nel 1991. In particolare, si chiede l'istituzione di un corso storico sulla religione ortodossa orientale.
La preponderanza dei fedeli nel Paese appartiene alla Chiesa ortodossa di Moldova, che comprende circa il 95 per cento dei cristiani ortodossi dell'intera popolazione. La Costituzione del Paese, all'articolo 31, garantisce la libertà di coscienza e di religione.